“Che cosa è il teatro? Una delle testimonianze più certe del bisogno dell’uomo di provare in una sola volta più emozioni possibili”. Sono parole dell’artista francese, Eugène Delacroix, considerato il principale esponente del movimento romantico in Francia.
Il teatro, come diceva Federico Garcia Lorca “è poesia che esce da un libro per farsi umana”. La poesia, il teatro, l’arte sono bellezza che si insinua sotto la nostra pelle e scorre dentro di noi, spesso cambiando il nostro modo di essere. Il teatro non è solo qualcosa che suscita in noi emozioni, ci insegna a guardare in faccia le emozioni, a viverle, a farci i conti. Pensiamo ai classici greci che da migliaia di anni ancora ci parlano e ci interrogano, ci fanno crescere umanamente ed emotivamente.

Il teatro e le emozioni

Pensavo al potere del teatro nel rapportarci con qualcosa di così potente come le emozioni assistendo a Lumie di Sicilia, uno spettacolo messo in scena dalla compagnia teatrale diretta da Sebastiano Rabbito. In fondo probabilmente non c’è niente di più bello che ritrovarsi a piangere, o a sorridere per l’arte, in questo caso per uno spettacolo teatrale.
In quel preciso istante in cui ci troviamo in un teatro, in mezzo ad altre persone, entriamo in contatto con il nostro io più profondo ma al tempo stesso anche con gli altri. Forse è anche questo uno dei grandi poteri di quest’arte così viva e profonda: creare una comunità.
E’ qualcosa che non è assolutamente scontato, soprattutto in una società come quella moderna in cui risulta così complicato esprimere le proprie emozioni e ancora di più provare empatia verso gli altri. In una società dove capita più spesso che le persone implodano su se stesse invece di aprirsi al mondo esterno.

Liberare le emozioni

Perché il teatro? Prima di tutto perché richiede un profondo lavoro sul proprio io interiore, su noi stessi. E’ un’arte fatta certamente con la voce ma anche e soprattutto con il corpo, con il viso, con ogni nostro muscolo: ci insegna a esprimere quelle emozioni che molte volte non riusciamo a spiegare con le parole. Il teatro è terapeutico perché ci permette di sviscerare ciò che sentiamo dentro, di liberare le nostre emozioni attraverso un urlo, un sorriso, a volte anche solo uno sguardo. Il teatro e l’arte abbassano i muri che alziamo dentro noi stessi e le barricate che tante volte, per i motivi più disparati costruiamo tra noi e gli altri. Ci riesce perché il teatro è senza dubbio mettersi in ascolto, di noi stessi e degli altri.

Il teatro e i bambini

Ma questo potere il teatro riesce ad averlo anche con i bambini? La risposta è un grandissimo sì. Anche in questo caso è bene partire dalla società di oggi; da una generazione fatta di ragazzi che troppo spesso sono privi di sogni e ambizioni, che per tante situazioni e disfunzioni che abbiamo visto anche in altri articoli di questo blog, vivono situazioni complicate e crescono incapaci di provare empatia, sviluppando invece comportamenti narcisistici.
Come può aiutarli il teatro? Prima di tutto per quello che abbiamo scritto prima: metterli davanti alle emozioni; costringerli in qualche modo a guardarle in faccia, a viverle, a lasciarsi investire e avvolgere da quelle degli altri. Il punto di partenza deve senza dubbio essere insegnare ai nostri bambini e ragazzi a decifrare e conoscere le emozioni e farlo attraverso la bellezza è la strada migliore perché la bellezza è fatta non solo di emozioni ma è modellata attraverso i sogni, le ambizioni, la sensibilità, le lacrime, la gioia. E’ tutto questo e molto di più la bellezza, per questo si tratta di una forza che ci aiuta a crescere come persona e nella nostra emotività.
Il teatro dà ai nostri ragazzi la possibilità di conoscere il proprio corpo, di sondare le reazioni emotivo a ciò che ci succede. Facendoci interpretare un personaggio è come se il teatro bassasse determinate difese e ci liberasse da freni che noi stessi ci imponiamo. Attraverso questa arte mettiamo i nostri ragazzi a contatto non solo con la bellezza ma anche con i valori, il pensiero critico, il tempo inteso come la capacità di rallentare e fermarsi a riflettere su un’emozione o una parola o ancora le tante passioni raccontate attraverso il teatro stesso. Passioni che in fondo non sono altro che la nostra stessa vita.

Quali risultati possiamo ottenere?

Attraverso un laboratorio teatrale, lasciandoci quindi avvolgere dalla bellezza, sono tanti gli obiettivi che possiamo raggiungere dal punto di vista della gestione delle emozioni. Se volessimo elencarne qualcuno potremmo dire senza dubbio:
• Prendere coscienza delle proprie emozioni;
• Condividere esperienze attraverso un’attività ludica;
• Rafforzare la propria autostima;
• Scoprire la diversità e comprendere quando sia preziosa;
• Sviluppare l’empatia attraverso l’ascolto delle emozioni altrui.

“Il teatro è il paese del vero, ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco” scriveva Victor Hugo. Da questi cuori, che grazie al teatro si fanno comunità, dobbiamo partire per lasciarci avvolgere dalla bellezza e capire quanto una vita sia piena una vita vissuta nella consapevolezza delle emozioni.

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Maria Irene Messina
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